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Report - Una Settimana sui Mercati - 08.08.2025

Report - Una Settimana sui Mercati - 08.08.2025

Banche UE resilienti allo stress test 2025: l’Italia fra le più solide

Secondo l’Autorità bancaria europea (EBA), il sistema creditizio dell’Unione reggerebbe anche un “forte deterioramento macro-finanziario globale”. Sottoposte a simulazioni su 64 banche pari al 75% degli attivi totali, le perdite aggregate previste toccano i 547 miliardi di euro e determinano un calo del Common Equity Tier 1 (CET1) di 370 punti base, dal 15,8% di inizio esercizio al 12,1% alla fine del 2027. Nonostante questo, l’EBA conferma che i buffer patrimoniali rimarrebbero “ampi” e compatibili con il sostegno all’economia reale.

Le banche italiane si distinguono per la tenuta del capitale: con un assorbimento medio di circa 150 punti base, sono seconde solo a Portogallo (meno di 50 pb) e Svezia (sotto quota 100), mentre Francia e Germania sorpassano i 350–400 pb di perdita di CET1. Nel dettaglio, Grecia, Polonia, Ungheria e Norvegia presentano anch’esse valori di assorbimento relativamente contenuti, attorno ai 100–120 pb.

Lo scenario avverso rasterizza una recessione simultanea in UE e nel resto dei Paesi avanzati, innescata dall’escalation geopolitica in Medio Oriente e da un’ondata protezionistica con nuovi dazi. Pur con alcuni segnali già verificatisi – dal ritorno dei dazi USA a tensioni crescenti in aree chiave – l’economia mondiale ha mostrato finora una resilienza superiore alle previsioni, rendendo questo stress test tanto severo quanto rilevante.

Nel triennio 2025–2027, 17 istituti scenderanno al di sotto del “MDA trigger” sul Massimo Ammontare Distribuibile, dovendo limitare la distribuzione di dividendi per ricostituire i buffer. Una singola banca rischia, inoltre, di infrangere il leverage ratio SREP Tier 1, ponendo l’emergenza di un intervento rapido per riallinearsi al requisito.

Parallelamente, la Banca centrale europea ha esteso il test a 96 banche, comprese 45 di media dimensione: le perdite complessive stimate sono pari a 628 miliardi di euro, con un calo del CET1 dal 16% al 12%. Sebbene superiore ai 548 miliardi del 2023, la riduzione di capitale risulta più contenuta grazie alla maggiore redditività ottenuta in un contesto di tassi elevati e qualità degli attivi stabile.

Alla luce dei risultati dello stress test 2025 dell’EBA, quanto ritenete efficace la stretta sui dividendi per garantire la solidità patrimoniale delle banche e sostenere al contempo la ripresa economica?

Mercato Indice Chiusura Settimana precedente Variazione
Americani Dow Jones 43.588,58 44.901,92 −2,93%
Americani S&P 500 6.238,01 6.388,64 −2,36%
Americani Nasdaq 100 22.763,31 23.272,25 −2,19%
Europei FTSE MIB 39.942,82 40.726,26 −1,92%
Europei BTP 86,00 87,00 −1,15%
Materie prime Oro 3.413,80 3.335,60 +2,35%
Materie prime Petrolio 67,33 65,16 +3,33%
Materie prime Gas 3,083 3,110 −0,87%
Crypto Bitcoin 113.791,5 118.068,4 −3,62%
Crypto Ethereum 3.472,88 3.775,04 −8,00%

/ Conclusione e spunto pratico

Nonostante la robustezza emersa dai test, la vera sfida per le banche europee sarà mantenere un equilibrio tra prudenza patrimoniale e capacità di finanziare la ripresa in un contesto di tassi incerti e tensioni geopolitiche. Nei prossimi mesi gli istituti dovranno dimostrare che i buffer di capitale non solo resistono allo stress simulato, ma si traducono in un sostegno concreto alle imprese e alle famiglie. Le prossime decisioni di politica monetaria e le trimestrali saranno l’ago della bilancia per confermare se il sistema bancario dell’eurozona potrà davvero trasformare questa resilienza in crescita sostenibile.

*** Il presente testo ha carattere puramente informativo e non costituisce in alcun modo una sollecitazione all'investimento né una raccomandazione di carattere finanziario. Le strategie citate sono esempi teorici e non tengono conto del profilo di rischio individuale. Prima di effettuare qualsiasi operazione finanziaria, è necessario rivolgersi a professionisti abilitati per una consulenza personalizzata che tenga conto della propria situazione patrimoniale, degli obiettivi di investimento e della propensione al rischio. ***